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un testimone oculare dell’olocausto di Dresda di Christopher Bollyn ![]()
Mi ha sinceramente rattristato la notizia che Kurt Vonnegut ci ha lasciato; era qualcuno che volevo veramente incontrare e ora mi dispiace di non averlo fatto.Schlachthof 5 Finii a Dresda, presso Alter Schlachthof, il vecchio mattatoio, quasi per caso. Il 14 febbraio 2004, esattamente 59 anni dopo il bombardamento alleato di Dresda, ho portato la mia famiglia ad ascoltare il Requiem di Mozart alla Semper Oper di Dresda e dovevamo trovare un albergo economico. Abbiamo preso un taxi alla stazione ferroviaria e ho chiesto al conducente quale fosse un albergo economico. Il taxi ci ha portato a circa un miglio dal centro del paese lungo un viale alberato, per poi attraversare un grande portale in un muro lungo che affinacava la strada.
A poche centinaia di metri dal portale c’era un piccolo albergo moderno, chiaramente di un’epoca successiva e meno grandiosa, dove abbiamo preso una stanza. Finimmo per restare lì per diverse settimane. Il giorno dopo ho camminato un po’ intorno e ho chiesto a un giardiniere alcune domande su cosa fosse nel passato quel grande complesso. Alla fine ho saputo che era stato un macello, molto famoso, scientifico, e moderno progettato da Hans Erlwein agli inizi del 1900. Negli ultimi anni era stato abbandonato e la maggior parte degli edifici non era più utilizzata. All’ingresso
principale del complesso c’erano
alcuni edifici molto impressionanti, uno dei quali aveva il numero 5
sulla porta. Questo edificio fu il palazzo dell’amministrazione;
quando quel complesso edilizio serviva come un campo di prigionia, i
prigionieri di guerra alleati lo conoscevano dall’indirizzo postale
di quest’edificio principale: Schlachthof
5. Il 22enne Kurt Vonnegut, prigioniero di guerra, è sopravvissuto al bombardamento di Dresda per mezzo di bombe incendiarie perché lui e altri prigionieri avevano avuto la fortuna di essere stati internati nel macello, dove erano stati messi in un deposito sotterraneo, ben costruito e in profondità, adibito allo stoccaggio della carne. Il giardiniere mi portò in quel deposito, così ho potuto vedere dove Vonnegut era sopravvissuto all’olocausto di Dresda.
Vonnegut ha scritto su come lui, al pari del personaggio di Billy, era sopravvissuto nel mattatoio n°5 al bombardamento a mezzo di bombe incendiarie: Billy era giù nel deposito della carne, la notte che Dresda venne distrutta. C’erano rumori che sembravano i passi di un gigante; si trattava dei bastoni che consistevano in bombe ad alto esplosivo. I giganti camminavano continuamente. ![]() Oggi, il giorno dopo la morte di Vonnegut all’età di 84 anni, la BBC trasmette parte di una sua intervista. Ha detto di essere stato testimone oculare del peggior massacro nella storia europea. Vonnegut aveva l’impressione che circa 135.000 persone fossero state incenerite nell’olocausto di Dresda. Questo valore è tra i più bassi delle stime di bilancio dell’olocausto di Dresda di quel giorno che era un Mercoledì delle Ceneri, nonché il giorno di San Valentino. Gli storici inglesi e statunitensi del dopoguerra hanno minimizzato notevolmente il numero delle vittime, e le dimensioni e la brutalità di quel crimine di guerra degli Alleati che è stato l’incenerimento - l’olocausto - di centinaia di migliaia di persone innocenti e del capolavoro architettonico noto come la Firenze dell’Elba. Un altro testimone oculare, lo scomparso August Kuklane, aveva passato qualche tempo a Dresda, alla ricerca dei suoi genitori estoni tra le centinaia di migliaia di profughi che avevano cercato rifugio a Dresda durante l’inverno disperato del 1945. Kuklane mi disse che si stimava che il numero dei morti nel centro della città, completamente distrutto dall’incendio, era di circa 600.000. Sia Vonnegut e che Kuklane sono stati testimoni oculari dei caccia statunitensi che mitragliavano al suolo i superstiti dell’olocausto di Dresda: “Gli aerei statunitensi sono scesi sotto lo strato di fumo per vedere se qualcosa si muovesse. Hanno visto Billy e gli altri spostarsi laggiù e li hanno spruzzati con proiettili di mitragliatrice, ma li mancarono.,” ha scritto Vonnegut.Fotografia sottostante: dopo il bombardamento i tedeschi bruciarono mucchi di cadaveri |
Collegamenti
telematici ad alcuni articoli:
Un articolo di Bollyn su Mattatoio n°5: Anche i mezzi di comunicazione di massa di Dresda hanno
ripreso il lavoro di Bollyn: Un patriota estone è stato
testimone oculare del
bombardamento di Dresda e dei processi di Norimberga; la vita storica
di
August Kuklane (1923-2006): Trovate alcune fotografie del bombardamento di Dresda alla
pagina
principale del seguente articolo: Il bombardamento di Dresda
- Il resoconto di un testimone oculare, di West Edda, Canada: Collegamenti telematici ad alcune musiche: Tra coloro che perirono nel bombardamento alleato a mezzo di bombe incendiarie del 13 febbraio 1945 ci furono undici giovani coristi del famoso coro Dresdner Kreuzchor di Dresda. Qui di seguito trovate due brevi spezzoni sonori di due musiche, cantate dal coro Dresdner Kreuzchor, tratte da due opere emozionanti del capolavoro di Rudolf Mauersberger, il Dresdner Requiem: Ecco l’apertura del mottetto Wir
liegt die Stadt
so wüst: Ecco l’apertura dell’Introitus
dal Dresdner Requiem: Collegamenti telematici a spezzoni sonori di relativi a Vonnegut: Quella che segue è un’intervista di 30 minuti della BBC a Kurt Vonnegut. Inizia (al minuto 01:50 della trasmissione), con un attore che legge un brano estratto dal libro Slaughterhouse-Five sugli aerei da combattimento statunitensi che il 14 febbraio 1945 uccidevano i sopravvissuti dell’olocausto di Dresda mitragliandoli: Gli aerei statunitensi sono scesi sotto lo strato di fumo per vedere se qualcosa si muovesse. Hanno visto Billy e gli altri spostarsi laggiù e li hanno spruzzati con proiettili di mitragliatrice, ma li mancarono.bbc.co.uk/radio4/arts/frontrow/ram/programmes/frontrow_20060206.ram |
Importante:
Christopher Bollyn e famiglia sono MIA (*) La mia risposta è qui Nota: non so che fine
facciano i soldi che
donate a Bollyn, sia direttamente, che acquistando il suo libro!
Christopher scriveva articoli gratis,
finanziandosi con la vendita del suo
libro per bambini ABC book e con
le donazioni. Il suo
bellissimo ABC book
è
descritto qui Fate circolare i collegamenti telematici ai suoi articoli e cercate di trovare più persone che si uniscano a noi nella nostra lotta per esporre la corruzione. Non permettere “loro” di eliminarci tutti! Mostrate che tutto ciò vi importa! (*) MIA, ovvero “Missing in Action,” si traduce in “disperso in un’azione di guerra.” |