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Nota da Eric Hufschmid:

Ieri, 2 marzo 2016, qualcuno mi ha mandato il collegamento telematico a un articolo pubblicato su Facebook rigardante Einstein, ma che non ho potuto accedere. L’articolo, riprodotto in basso, è stato pubblicato originariamente circa 10 anni fa su WhiteCivilRight.com [letteralmente, Diritti civili dei bianchi, ndt], un sito internet ingannevole gestito da David Duke, un finto suprematista bianco che lavora segretamente per i giudei (ho ulteriori informazioni su costui qui e qui .

A quel tempo gli ebrei erano impegnati in una intensa operazione di controllo del danno perché le informazioni sui plagi effettuati da parte di Einstein si stavano diffondendo in internet dopo che alcuni studiosi, quali il professore italiano Umberto Bartocci, avevano trovato prove che Einstein era un plagiatore. Potreste trovare interessante l’articolo riportato qui sotto poiché aggiunge alcuni dettagli a ciò che ho pubblicato anni fa qui e qui , oltre a dare alcune informazioni su quanto fosse disturbata la personalità di Einstein.

I siti internet Google, Facebook, YouTube, Yahoo Answers, ecc censurano o nascondono sistematicamente le informazioni relative alla rete di criminalità giudaica, aiutati dalle orde di ebrei che pattugliano i forum telematici e altri spazi su internet (per un esempio si vedano questi commenti  pubblicati su YouTube). I giudei ci manipolano frignando lamentandosi di [presunto] “antisemitismo,” “razzismo,” “odio,” e la mancanza del “politicamente corretto.” Gli ebrei inoltre invocano selettivamente la violazione dei diritti d’autore per evitare che determinate informazioni circolino, quali il programma televisivo che in una puntata ha mostrato un ebreo  intento a contrabbandare in Australia alcune foglie di eucalipto malate. (Ho realizzato al riguardo questo filmato.) Altre volte i giudei provocano problemi senza alcuna giustificazione o scusa, come ad esempio quando il fornitore di servizi telematici Yahoo ha oscurato il mio sito internet EricHufschmid.net . Spetta a voi quindi diffondere queste informazioni e ispirare altri a conoscere che cosa sta succedendo e diventare partecipanti attivi in una azione di miglioramento del mondo.

Albert Einstein: plagiatore e truffatore

di Ian Mosley

22 gennaio 2006

[l’originale è qui ]


Oggigiorno Albert Einstein è venerato come il “padre della scienza moderna.” Il suo volto rugoso e la sua capigliatura scompigliata sono diventati simbolo di scienziato geniale, mentre la “sua” celebre equazione E = mc² è usata come simbolo delle capacità della scienza e dell’intelletto.

Ciò nonostante da anni sono state trovate sempre più prove che dimostrano che questo “padre della scienza moderna” altro non sia stato che un maestro della truffa che mentiva sulle sue idee e i suoi risultati e che rubava il lavoro e la ricerca altrui.

La prova più eclatante contro Einstein riguarda proprio la “sua” celebre più celebre equazione.

Un sito internet fa notare:
L’equazione E = mc², da sempre collegata a Einstein e alla “sua” teoria della Relatività [Ristretta], originariamente non fu pubblicata da Einstein.

Secondo gli studi di Umberto Bartocci, docente presso l’Università di Perugia e storico della matematica, questa famosa equazione fu pubblicata da Olinto De Pretto (...) 2 anni prima che Einstein pubblicasse la sua equazione.

Nel 1903 De Pretto pubblicò la sua equazione nella rivista scientifica Atte, e fu ri-pubblicata nel 1904 dagli Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze. Le ricerche di Einstein non furono pubblicate fino al 1905 (...). Einstein parlava bene l’italiano, e visse anche nel Nord Italia per un breve periodo.

Non si è mai sentito che venga ignorato lo scopritore originale di una equazione e che questa venga attribuita a un’altra persona e pubblicata a nome di quest’ultima dopo che l’equazione originale, con relativa deduzione, è stata pubblicata. L’equazione E = mc² dovrebbe essere chiamata l’“equazione di De Pretto” e non l’“equazione di Einstein”.

Tutto ciò solleva la domanda: “Che genere di persona Einstein?” Esistono altre prove che costui possa essere stato incline a comportamenti non etici?

Un sito internet riporta:
Einstein (...) era ben lungi dall’essere un marito ideale. Mileva, un anno prima di sposarlo, diede alla luce una bambina, Lieserl, mentre Einstein era via. Il destino della figlia è sconosciuto, ma si presume che sia stata data in adozione, forse sotto pressione della stesso Einstein, che sembra non abbia mai nemmeno veduto la sua primogenita.

Dopo il matrimonio Mileva gli diede alla luce altri due figli, ma la famiglia non sarebbe rimasta unita. Einstein iniziò ad avere una relazione con la propria cugina Elsa Lowenthal durante un viaggio a Berlino nel 1912, finendo per abbandonare Mileva e i figli 2 anni dopo.

Einstein e Mileva divorziarono nel 1919, non prima però di avere inviato alla consorte un elenco di “condizioni” che se rispettate sarebbe stato disposto a rimanere sposato. La lista annoverava richieste autocratiche, quali: “Non devi aspettarti alcuna intimità, né rimproverarmi in alcun modo.”

Dopo il divorzio Einstein vide poco i propri figli. Il figlio più grande, Hans Albert, successivamente riflesse sulla cosa e affermò che “probabilmente l’unico progetto abbandonato da mio padre sono io.” Il figlio minore Eduard, al quale fu diagnosticata una schizofrenia, morì in manicomio.

Subito dopo il divorzio Einstein sposò Elsa, ma pochi anni dopo iniziò una relazione con Betty Neumann, la nipote (*) di un amico. (…) Le  accuse di plagio non riguardano solamente Mileva — è stato anche detto che  Einstein rubò il lavoro di molti altri scienziati. Una domanda che potrebbe continua a suscitare discussioni riguarda quanto Einstein trasse dai lavori di Hendrik Lorentz e Henri Poincaré nel formulare la teoria della Relatività Ristretta. Alcuni elementi della teoria di Einstein del 1905 ricalcano parti di alcuna pubblicazione del 1904 di Lorentz e di una, contemporanea, di Poincaré. Einstein, benché avesse ammesso di avere letto alcuni lavori precedenti di questi autori, affermò di non avere visto questi lavori successivi prima di avere pubblicato il suo scritto del 1905. Un fatto assolutamente indiscutibile è che l’articolo di Einstein del 1905 sulla Relatività Ristretta è privo di riferimenti, il che suggerisce che Einstein stesse nascondendo deliberatamente le sue fonti.

(*) Per “nipote” si intenda figlia del/della fratello/sorella, ndt.

Un’altra fonte fa notare che:
Einstein presentò il proprio lavoro il giorno 25 novembre 1915 a Berlino; Hilbert invece aveva presentato il suo il giorno 20 novembre [1915] a Gottinga. Il 18 novembre [1905], Hilbert ricevette una lettera di ringraziamento da parte di Einstein, per avere ricevuto una bozza del trattato che Hilbert aveva intenzione di presentare il 20 [novembre 2015]. In effetti, quindi, Hilbert inviò una copia del suo lavoro a Einstein almeno 2 settimane prima che i due consegnassero i propri lavori per la pubblicazione; Einstein però non inviò a Hilbert in anteprima una bozza del proprio lavoro.

A quanto pare il lavoro di Hilbert presto sarebbe divento il “lavoro di Einstein.”

La documentazione storica è facilmente disponibile sebbene e la verità è nota a molti scienziati e storici anche se hanno paura di fiatare. Il fatto che la luce avesse una velocità finita fu dimostrato da Michelson e Morley decenni prima di Einstein. Hendrik Lorentz determinò le equazioni che mostrano le contrazioni/dilatazioni relativistiche del tempo e della lunghezza che diventano significative man mano che ci si avvicina alla velocità della luce. I nomi di questi signori, insieme a David Hilbert e Olinto De Pretto, sono stati cancellati dal quadro in modo tale che andasse a Einstein il merito delle loro scoperte.

Sembra che Einstein pendesse dalla sua prima moglie, una studentessa di talento ben superiore e di 3 anni più vecchia, per compensare le sue capacità limitate.

Un altro sito internet scrive:
(...) nel 1927 H. Thirring scrisse che “H. Poincaré aveva già completamente risolto il problema del tempo [relativistico] parecchi anni prima della comparsa del primo lavoro di Einstein (1905). (...)” Sir Edmund Whittaker, nella suo compendio dettagliato intitolato A History of the Theories of Aether and Electricity [letteralmente, Storia delle Teorie su Etere ed Elettricità, ndt], volume II, (1953), incluse un capitolo intitolato: The Relativity Theory of Poincare and Lorentz [letteralmente, La teoria della relatività di Poincaré e Lorentz, ndt]. Whittaker documentò minuziosamente la storia dello sviluppo della teoria [della Relatività] e dimostrò, citando fonti primarie, che Einstein non ebbe alcun primato nella stragrande maggioranza dell’apparato di tale teoria. Einstein dal canto suo non addusse alcuna controargomentazione alle accuse mosse nel famoso trattato di Whittaker. (...)

Il contributo di Einstein fu al più marginale e di sicuro costui fu un ladro di proprietà intellettuale e un millantatore pretenzioso. Einstein era ancora in vita quando il libro di Whitaker fu pubblicato ma non disse nulla al riguardo. Nessuna querela per diffamazione, nessuna confutazione; nemmeno l’accenno a un commento pubblico.

Einstein è stato il primo grande truffatore e ladro di idee della scienza moderna. Il suo furto dell’equazione di Olinto De Pretto E = mc² gli diede una notevole credibilità scientifica, sulla quale egli costruì una carriera scientifica. De Pretto non fu un fisico professionista, e ma un industriale per tutta la sua vita adulta; venne a mancare nel 1921. De Pretto pubblicò la sua equazione 2 volte prima di Einstein, e senza dubbio restò stupito che qualcuno avesse potuto rivendicare il merito del suo lavoro. Einstein, prima di disfarsene, sfruttò la prima moglie, Mileva, una studentessa molto più brillante di lui che si sospetta avesse scritto una buona parte dei primi scritti di Einstein. (Mineva potrebbe essere stata riluttante a smascherare Einstein visto che costui era comunque sempre il padre dei suoi figli.) Il lavoro di David Hilbert sulle equazioni della teoria della Relatività Ristretta consegnato per essere pubblicato prima che Einstein fece altrettanto e, precedentemente, fu inviato[in anteprima] a Einstein. Einstein si attribuì la paternità delle equazioni dedotte da Hilbert (Hilbert morì nel 1943).

Alcuni docenti universitari si sono appropriati del lavoro dei loro studenti laureandi; sarebbe interessante stabilire se qualcuno degli studenti di Einstein abbia mai mosso un’accusa del genere. Raramente un plagiatore smette di plagiare, specialmente se continua a farla franca. Le lagnaze nei confronti di Einstein tuttavia sembrano svanire in quello che Orwell avrebbe definito il “buco della memoria.” Chiaramente per molti Einstein costituisce una vacca sacra. Alcuni addirittura hanno bollato con la parola “eresia” sia le critiche serie e ben documentate che le accuse di plagio mosse contro Einstein. Alla fine la verità vince e verrà il giorno in cui Einstein sarà conosciuto principalmente per essere stato un plagiatore, invece che come un grande fisico.